• martedì , 19 novembre 2019

Sostegno psicologico individuale nel malato

Il sostegno psicologico individuale è rivolto a coloro che si trovano a vivere situazioni di forte disagio che incidono in modo più o meno grave sul benessere fisico e psicologico del soggetto che le esperisce, rendendo di conseguenza difficoltoso ed invalidante, il quotidiano andamento della propria vita.

Si può dunque affermare, che nella maggior parte dei casi, la richiesta di sostegno psicologico, è motivata da una problematicità che limita la persona nelle sue possibilità (es. piano affettivo o lavorativo) o a situazioni improvvise e spiacevoli, particolarmente dolorose, o semplicemente difficili da gestire (lutto, separazione inaspettata ecc), che vanno dunque a minacciare e a destabilizzare gli equilibri psicologici dell’individuo che le subisce.

In queste situazioni di malessere emotivo legate a momenti di evidente criticità, il sostegno psicologico rappresenta e costituisce un supporto fondamentale, in quanto, non solo permette lo strutturarsi di nuove modalità relazionali, ma fornisce utili strumenti per modificare la propria percezione interna e di riflesso esterna.

L’essere umano è naturalmente portato alla risoluzione dei problemi; quando però a causa di determinati fattori questa capacità viene meno, non può che seguire una sensazione di forte impotenza relativa al proprio agire, che ci fa sentire bloccati in una condizione estremamente stressante sia emotivamente che fisicamente. In quest’ottica di stallo, il sostegno psicologico individuale è un processo estremamente utile per l’elaborazione corretta dei propri vissuti emotivi in un dato momento particolarmente difficile.

Esso, si basa fondamentalmente su una relazione empatica tra psicologo e individuo, finalizzata sostegno psicologico malatoal colloquio, all’ascolto(soprattutto), e all’interazione. In questa relazione di fiducia reciproca e ‘cooperazione’, assume importanza notevole, non soltanto il focalizzarsi sul problema individuato, attraverso la sua definizione anche in termini di obiettivi da raggiungere e mezzi da impiegare, ma soprattutto sulle risorse inespresse (e spesso inconsapevoli), dell’individuo.

Questo è un punto fondamentale imprescindibile, perché attraverso il potenziamento delle risorse ‘latenti’ della persona, non solo si contribuisce ad infondere un senso di fiducia verso se stessi necessario al superamento di un problema (senso di fiducia ed autostima momentaneamente perduti con il presentarsi dello stesso), ma all’attivazione di risorse utili ad affrontare oltre che le problematiche vissute e passate, anche quelle future ed eventuali.

Mediante il percorso intrapreso, è possibile dunque analizzare il proprio disagio e pianificare con lo psicologo l’intervento più adeguato tramite un lavoro incentrato sull’individuo, che mira ad un cambiamento che si concretizza in uno stato di maggiore benessere personale, e nel ripristino di quegli equilibri che lo rendono possibile.  Ciò che si raggiunge, è la capacità di riflettere su se stessi che conduce il paziente ad un livello di consapevolezza superiore di sé, anche da un punto di vista relazionale.

Il sostegno psicologico ha lo scopo primario di promuovere l’autonomia, lo sviluppo e la valorizzazione delle risorse personali rimaste inespresse, permettendo al soggetto di uscire dalla sua stasi.

A seconda della problematica presentata, l’intervento può configurarsi come: Individuale; di coppia; famigliare o di gruppo.  La sua durata è naturalmente soggettiva, ed in quanto tale, varia da persona a persona oltre che per situazione.

Ad ogni modo, il percorso può considerarsi concluso nel momento in cui viene trovata una nuova modalità di adattamento a situazioni nuove, improvvise o inaspettate, che consente all’individuo di alleviare il proprio disagio iniziale, raggiungendo dunque gli obiettivi prefissati e preposti durante la terapia.

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