• lunedì , 4 luglio 2022

Test antidroga sul luogo di lavoro: cosa succede in caso di positività?

I luoghi di lavoro sono degli ambienti in cui tutti noi, nella migliore delle ipotesi, dobbiamo recarci con la massima lucidità e sempre con le dovute accortezze e attenzioni. In tantissimi ambiti infatti, i lavori che si vanno a svolgere sono di una delicatezza tale che non si potrà mai accettare un livello di lucidità ridotto. Ad influire su questo fattore così vitale per tante professioni, oltre ovviamente a fattori ambientali su cui effettivamente non possiamo avere particolare controllo, ci sono delle particolari sostanze che diventano davvero pericolose. Stiamo ovviamente parlando delle sostanze stupefacenti che includono, anche se in forma diversa, gli alcolici.

Ovviamente non sta a noi condannare in alcun modo l’uso personale di una sostanza piuttosto che di un’altra. Ma resta fuor di dubbio che diversi lavori richiedono una forma di controllo delle proprie capacità mentali e fisiche, per cui il datore deve sincerarsi che il dipendente non abbia fatto uso di nessun tipo di droga.

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Quali lavoratori devono sottoporsi ai test antidroga

I professionisti che hanno tale obbligo son più di quelli che si possa pensare in un primo momento. Per fare qualche esempio:

  • Autisti di camion. Data la mole del mezzo che conducono, se sono soggetti all’uso di alcol o di altre sostanze stupefacenti, posso rappresentare un grave pericolo per tutti noi.
  • Autisti di autobus o altri mezzi pesanti simili. Anche in questo caso il discorso è simile ai camionisti, l’unica differenza è che qui c’è anche la responsabilità del trasporto di decine di persone innocenti e inermi soprattutto.
  • Chirurghi. La chirurgia è sicuramente una delle specializzazioni più delicate e soprattutto stressanti che ci siano in ambito medico, per cui anche in questo caso l’uso di stupefacenti può di molto compromettere le capacità di un medico.

Questi sono solo tre esempi, ma fanno capire quali sono i lavoratori che non possano mai permettersi di non essere al meglio. Sia per la salute e la sicurezza di loro stessi, sia per quella delle altre persone attorno a loro. Molte aziende o direttamente i medici del lavoro ricorrono, come prevede la normativa, ai test antidroga per la medicina del lavoro per valutare i lavoratori. Ma cosa succede se questi si rifiutano e cosa effettivamente succede se risultano positivi?

Il lavoratore può rifiutarsi di fare il test?

Partiamo dal presupposto che i test antidroga in genere vengono utilizzati per capire se un possibile dipendente è effettivamente idoneo a svolgere un determinato lavoro. Questi dunque può rifiutarsi, ma il principale problema è quello di venire automaticamente scartato per il lavoro.

Cosa succede se risulta positivo?

Se ci si sottopone al test, bisogna anche conoscere a cosa si va incontro in caso di positività. Se il test antidroga rivelasse delle tracce di qualsiasi sostanza vietata si può incorrere in diversi provvedimenti; dalla sospensione del dipendente al declassamento.

Le conseguenze dipendono anche ovviamente da quanto è rilevante la traccia riscontrata. Se la situazione è particolarmente grave il medico può richiedere un intervento sanitario di recupero.

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